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    June 14

    I vecchi tempi...

    Non esistono più le buone maniere... sarebbe carino che ciò che sto per trascrivere venisse un minimo rispettato, più che altro perchè il rispetto delle regole, anche se sembrano stupide o inutili o che in un certo senso sembrano limitare la libertà di un individuo, creano scene piacevoli e nel vero senso della parola l'appartenenza ad un gruppo, il che è importante e specialmente nei giorni nostri, con le politiche e le chiacchiere sulla globalizzazione (che interessa solo alla branchia economica, ma come al solito la massa limitata ed ignorante la percepisce a livello sociale ... poveri noi...) le quali tendono a creare un guazzabuglio e a far perdere le nostre tradizioni o ciò che noi riteniamo piacevole per la nostra cultura. Tratto dal libro "il saper vivere di donna letizia":

    "Nei dancing si va a coppie o in comitiva. Se la comitiva è stata invitata da una coppia, lui inviterà a ballare per prima la signora più di riguardo, e pazienza se è vecchia e sgraziata. La moglie verrà invitata dal signore che le siede più vicino. Se la comitiva è in numero dispari, non si lascerà mai una signora sola al tavolo. Di volta in volta, una coppia rimarrà a farle compagnia. La signora non dovrà mai ballare con sconosciuti. Se una tra le invitate balla meglio delle altre, i cavalieri non devono precipitarsi a contendersela all'inizio di ogni turno. Oltretutto le farebbero maturare intorno un'atmosfera nociva di antipatia femminile. Se il giovane con cui balla non le lascia più tornare al tavolo, la signora potrà interrompere il giro con il facile pretesto che è stanca."



    Peccato che di tutte queste azioni non ne ho vista dal vivo nemmeno una... sarebbe magnifico se venissero rispettare ci sarebbe più ordine, più rispetto, meno liti e meno odio.
    Ora mi è balzato in mente che su un libro molto vecchio trovai tradotta una lettura antica, se non ricordo male dal latino, la quale testimoniava un uso comune in Persia, la racconto qui di seguito come me la ricordo così da condividerla con voi che leggete queste mie righe. Mi ha molto impressionato, specialmente per la giustizia del fine e non dell'azione in se: I persiani usavano vendere le donne in età da marito. In un giorno stabilito radunavano in un piazzale tutte le donne del villaggio che avessero quella età e tutt'intorno in una sorta di circolo stavano gli uomini che dovevano sposarsi. Il "banditore" uomo fidato sceglieva tra le donne la più bella che sarebbe stata la prima venduta all'asta e ne stabiliva il prezzo di partenza il più alto dell'asta. Man mano che le donne belle diminuivano e i soldi venivano accumulati l'asta cambiava forma e le donne rimaste, le più brutte, venivano concesse in moglie con un indennizzo stabilito sempre dall'uomo che le aveva giudicate tali e il denaro utilizzato era quello accumulato con la vendita delle donne belle. Quindi l'uomo povero che non aveva possibilità economiche per accaparrarsi una donna bella si sposava lo stesso e si rifaceva con la sorta di dote che gli veniva data (più brutta era la donna più soldi gli venivano offerti) e, grazie alle donne belle, anche le donne brutte avevano la possibilità di sposarsi.
    Una storia magnifica, non trovate?